Si potrebbe dire che attori e cantanti hanno bisogno dei fan per crescere’”?

carofuturo.tiscrivoancheio

(@gioeco)

E’ una domanda lecita quella che ci poniamo con questo titolo che non farà discutere, perchè con tutti i problemi che ci ritroviamo ad affrontare ogni santissimo giorno chi ce lo fa fare di perderci in ragionamenti sterili?

L’idea di fondo è comunque questa:  se è vero (secondo noi) che esistono più uffici stampa che artisti è altrettanto certo che esistono più artisti che fans.

Ovviamente in una società in deflazione come la nostra nella quale  i modelli di business si sprecano poichè agli italiani piace pensare e scrivere  modelli economici , casomai  i mercati nazionali ed internazionali dovessero riprendersi ,  all’orizzonte si  intravede  uno strano fenomeno che di questi tempi sembra passare in secondo piano, perché  sbattuto in prima pagina c’è soprattutto Obama. Il presidente degli Stati Uniti , in questo momento, sta cercando di porre rimedio alle tante politiche di guerra attuate dalla  passate amministrazioni (Bush padre e figlio? Clinton?) che hanno pian piano armato e, pertanto, fomentato , ai fini dell’instabilità geopolitica, frange islamiche oltransiste che un tempo si chiamavano Bin Laden ed oggi sono diventate una organizzazione che sembra il nome di un’altra tassa all’italiana , ISIS.

Peccato sia finita col costare  più di un occhi0 della testa tanto da essere necessario farsi decapitare per riuscire a pagarla.  “Per fortuna” che  all’occorrenza non mancano  rappers frustrati che non essendo riusciti a sfondare con la musica hanno pensato bene di fare business sostituendo  la puntina dei dischi con la punta del coltello e di rendere la decapitazione mediatica.

Chissà se il “boia” rapper londinese con le sue canzoni è mai entrato  in classifica e se ha avuto mai problemi nel comunicare la propria musica.

Certo è che il  fenomeno che  scorgiamo all’orizzonte si lega proprio al “caroprezzo” dei digital downloading , forse  generato dal costo sostenuto recentemente  da Apple per l’acquisizione dei diritti d’immagine degli U2,  e non sta  semplificando l’andamento dei mercati dell’Industria del disco , troppo spesso in balia di politiche che intravedono,  in ogni potenziale distrazione del mercato,  una opportunità consona per cambiare i termini e le condizioni del servizio. E pensare che al  momento, il downloading, continua ad essere immaginato come l’unica via per tornare a vendere legalmente i dischi , visto che oltre alle classifiche dei dischi più venduti stanno arrivando le top 10 degli artisti che non fanno più un euro  e da una settimana, le classifiche dei downloading digitali sono entrate di diritto nei conteggi di Gfk / FIMI.

Anche perchè per tornare a bomba sull discorso dal quale eravamo partiti, i fans non si riescono a trovare , a meno che non si decida di ingaggiare campagne di Google disposte a spendere i tuoi soldi per far sapere ad altri utenti che esisti e, che esiste disponibile allo “scarico” legale la musica che si sta promuovendo. Sarà che non è più tempo della POPART? In verità non è stato tempo anche per la ARTPOP ERA visto il flop di Lady Gaga.

Non sta meglio il comparto dell’editoria visti  i prezzi dei libri scolastici ma almeno le famiglie italiane  dalla propria hanno Orellana che ha , giusto ieri, chiesto  al MIUR che fine avevano  fatto le linee guida contro il caro libri.

In un Paese che ha bisogno dello sforzo di tutti per trovare una soluzione al problema atavico che lo affligge (l’Italiano sé stesso, sé medesimo) diventa necessario riuscire ad intravedere un briciolo di futuro e spendersi per realizzarlo .

E qui di seguito c’è  il futuro che riusciamo ad intravedere noi di Allinfo.it:

 

 

 

 

 

 

(un piè di pagina bianco)

 

 

 

 

 

 

 

Per avere un futuro ci vogliono amici, conoscenze ma per quelle Google non può fare proprio niente.

di Giovanni Pirri

 

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