Libri : Intervista a Valentina Russo (@MatiskloEdiz)

valentinarusso(@MatiskloEdiz)

Valentina Russo nasce nel 1975 nella solare cittadina di Noto (Siracusa), dove vive fino alla laurea in giurisprudenza presso l’Università di Catania.

Dopo il conseguimento di un master presso l’Università di Exeter, in Inghilterra, il destino la fa approdare infine a Milano, dove si autoproclama cittadina d’adozione in virtù della sua innata tendenza all’organizzazione e alla precisione.

Avvocato specializzato in diritto societario, moglie e madre di una piccola peste adorabile, ama la natura, odia gli affollamenti e le persone troppo serie e sfoga le tensioni e lo stress saltellando in palestra.

Quanto ingannevole è l’amore” è il suo romanzo d’esordio, storia di Adele e del suo incontro con colui che poteva sembrare il suo “Mr. Right” ma si rivelerà invece aguzzino e carnefice, trascinandola in un vortice oscuro fatto di violenze e crudeltà. Il tutto raccontato con uno stile semplice e fresco, senza la pretesa di stendere un trattato di sociologia ma con l’intenzione di avvicinare il lettore ad un fenomeno che, sempre più spesso, riempie le pagine di giornali e telegiornali.

Sei avvocato, moglie e mamma, quindi una vita ben piena. Com’è che hai deciso, ad un certo punto della tua vita, di scrivere un romanzo?

Era un momento della mia vita professionale in cui, per varie motivazioni, mi sentivo molto insoddisfatta e in cerca di cambiamenti, anche drastici. Mi sono chiesta quali alternative reali all’avvocatura potessi avere nella vita, e mi sono risposta che la scrittura è sempre stato qualcosa che ho sentito molto congeniale. Mi sono detta che, perché le cose cambino davvero, c’è bisogna che uno ci metta i mezzi, invece di lamentarsi e basta. E così mi sono lanciata. Devo dire con grande umiltà. Non l’ho fatto con la convinzione che bastava che mi mettessi a scrivere per raggiungere un qualsiasi traguardo, ma con la consapevolezza che era un tentativo, e che poteva anche non andare bene. Ma l’ho fatto anche con grandissimo impegno e fatica, perché ho dovuto conciliarlo con tutto il resto. Praticamente scrivevo la sera, dopo aver terminato la mia giornata lavorativa e le mie incombenze familiari. Perciò essere arrivata a questo piccolo traguardo è per me fonte di grande soddisfazione personale, perché mi ha ripagato di tutto l’impegno e la determinazione che vi ho profuso.

“Quanto ingannevole è l’amore” tratta un tema tragico, quello della violenza di genere, ma il tono in cui è raccontato resta sempre “leggero”. Qual’è il motivo di questa scelta?

E’ stata una scelta voluta, proprio per alleggerire il racconto. Credo di averlo fatto in primis per me stessa, perché per affrontare questa prova ho dovuto necessariamente documentarmi ed entrare nel merito della tematica. Ma devo ammettere che l’ho trovato psicologicamente impegnativo; ci sono state delle volte, quando dovevo scrivere dei passaggi particolarmente dolorosi o difficili, che ho dovuto prendermi delle pause da tutta questa angoscia. Allo stesso tempo l’ho fatto per i potenziali lettori, proprio perché l’argomento mi sembrava abbastanza pesante e impegnativo e mi è sembrato che alleggerirlo, anche con passaggi in qualche modo ironici, potesse rendere in qualche modo più agevole la lettura. Il fine comunque non è mai stato quello di edulcorare la realtà, semmai l’opposto: quello che sapevo di sicuro era che non avevo nessuna intenzione di nascondere la testa sotto la sabbia.

Adele, la protagonista del romanzo, è una giovane donna in carriera, con un buon lavoro ed il sostegno del padre e di un affiatato gruppo di amiche. Eppure, quando il rapporto con Gianluca inizia a diventare insostenibile, deciderà di aspettare ancora prima di chiedere aiuto e conforto. Cos’è che fa scattare finalmente la molla che la porterà ad affrontare la situazione?

Per mia fortuna non ho idea di quale possa essere la molla che alla fine spinga ad affrontare la situazione. Nel caso di Adele, ho pensato alla classica goccia che fa traboccare il vaso, rappresentata dalla violenza sessuale nei suoi confronti. La sudditanza fisica e psicologica in cui finisce per trovarsi Adele è infatti il frutto di un lungo percorso meditato da Gianluca. La prima vera volta in cui Adele si oppone, seriamente, e la sua volontà viene di nuovo calpestata, insieme ad un reale presa di coscienza dell’amica della situazione in cui versa Adele, che la spinge a porsi degli interrogativi cui Adele non aveva avuto fino a quel momento il coraggio di dare delle risposte, finiscono per renderle palesemente intollerabile la prosecuzione di un rapporto che con l’amore non ha davvero nulla a che fare.

La violenza di genere è, purtroppo, un fenomeno attuale e diffusissimo. Quale pensi che possa essere l’utilità di un’opera di narrativa quale “Quanto ingannevole è l’amore” nella battaglia quotidiana fatta da tanti, uomini e donne, per estirparlo?

Quando ho inziato a scrivere il libro, sono partita con l’idea di dare una voce a tutte quelle donne le cui storie si consumavano nei cinque minuti di cronaca dei telegiornali. Man mano che mi addentravo nel racconto, però, e ne comprendevo, o almeno provavo a farlo, le logiche perverse che si celano dietro questo tipo di vicende, il mio stimolo è stato quello di dare un messaggio forte alle donne, quasi a voler prevenire certe situazioni. Volevo far ricordare, perché quando ci sei dentro è così facile dimenticare, che certi atteggiamenti non sono giusti, e pertanto non vanno tollerati. Se un uomo usa della violenza fisica o psicologica nei tuoi confronti, questo non è amore. Sembra banale, ma credimi se ti dico che non lo è.

Parlando invece di te e della tua esperienza personale, “quanto ingannevole è l’amore”?

Premesso che mio marito comincia a minacciare di farmi causa per diffamazione, dal momento che, almeno dai primi riscontri di persone che hanno letto il romanzo, la storia sembra molto realistica e pertanto ci sono state domande in merito ad eventuali storie personali, la verità è che la mia esperienza personale non ha nulla a che fare con tutto questo.
La mia è una relazione “normale”, con i suoi alti e bassi come ogni storia d’amore; sicuramente ci sono dei compromessi, ma su una base reciproca e fondata sul rispetto. Abbiamo scelto di condividere il nostro cammino molti anni fa, e ad oggi questa rimane la nostra scelta libera e consapevole.

quantoingannevoleelamore

Valentina Russo
QUANTO INGANNEVOLE È L’AMORE
Matisklo Edizioni
ISBN: 978-88-98572-21-2
Vertigini, collana di narrativa a cura di Vera Bonaccini
Luglio 2014
www.matiskloedizioni.com/quantoingannevoleelamore/

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