Le Interviste di Allinfo.it : @DanieleLocchi per #GenerazioneTENAX

10411830_10205397737848000_6485622711573560756_n(@danielelocchi) #GenerazioneTENAX

GENERAZIONE TENAX Una carrellata di aneddoti, episodi, sconcertanti retroscena, conditi da una narrazione “in diretta” farcita di dialoghi e di strani riflessi su un mondo, quello dei primi anni 80, che adesso ci appare inspiegabilmente perduto nelle nebbie della notte dello show biz.

Senza troppo nasconderle la mia curiosità cos’è che l’ha sorpresa di più di ciò che ha rivisto?

Val bene la citazione Ho visto cose che voi umani…?

Se è per ricordare Blade Runner, il Film dei film dei miei anni 80, sì. In realtà più che sorpresa, possiamo parlare di Emozione per una vita vissuta a 180. Vale a dire quella metà che per molti non esiste o è solo esclusa, evitata, bollata come impraticabile. “Take a walk on the Dark side of the Moon“, tanto per divertirsi a miscelare citazioni…i concerti, le serate al Tenax e fuori, la voglia di essere per quello che sei e non per quello che qualcuno ti chiede di essere. E di viverlo, anche con la musica.

C’è una canzone di Diana Est definita la meteora dark degli anni 80 che recita “La vecchiaia è solo una malattia. Questa è la canzone della vita eccessiva. Tenace, tenace” che tradotta in questo modo: “sed modo senectus morbus est carmen vitae immoderatae hic est tènax tenàx” sottolinea quanto Tenace ed illuminata sia stata più di una generazione fa. Tenace quanto una movida fiorentina assieme ai propri storici protagonisti?

Per favore. Niente “movida”. Quella parola si riferisce più a un fenomeno dei 90. Ora poi viene utilizzata per identificare quanto di peggio possa accadere di notte. La “tenacia” di quegli anni che ri-vivo scrivendo è quella di chi non si arrende. E che vuole vivere. Alla grande, come poi è successo per qualche band fortunata di quel periodo, vedi i Litfiba. Ma per uno che ce l’ha fatta, mille hanno comunque vissuto la loro storia, la loro creatività, a prescindere dal successo. Che non è “la vita”, ma “una vita”.

La leggenda vuole che la storica discoteca Tenax di Firenze si chiami così proprio in omaggio a quel brano, anche se c’è chi dice che in realtà citi una marca di brillantina… Dove sta la verità?

Quel nome venne fuori alle tre di notte in una estenuante riunione di Controradio. Non abbiamo mai saputo chi ne fu l’ideatore. Eravamo tutti così stanchi che non trovammo neanche la forza di ribattere. Ovviamente molti adesso ne rivendicano la paternità. Comunque si riferiva con molta probabilità a un gel (non una brillantina..) particolarmente forte, quindi “tenace”. Per le guglie di capelli dell’epoca era un must-ice. 🙂

L’impressione quasi certezza è che si sia scelto di parlare di una generazione che non tornerà più tant’è che molti addetti sembrano concordare sull’esistenza di un disegno nato per cancellare un’epoca che ha certificato Firenze patria della nascente new wave agli albori degli anni 80. Qual è la sua idea a riguardo?

Gli anni 80 non tornano perché il tempo e il mondo vanno avanti. Quello che esiste anche adesso è la potenzialità di essere creativi, propositivi, inventori e realizzatori del proprio vivere l’arte e la vita. Se qualcuno pensa di cancellare questo è fuori dal mondo. Se tanti se ne sono dimenticati e hanno permesso che Firenze diventasse quella che è adesso, vale a dire una periferia della creatività e del modo di vivere, purtroppo non possono dare la colpa poi a quegli amministratori che non hanno fatto nulla, anzi hanno fatto sì che tutto questo accadesse.

Come definirebbe il suo lavoro: più vicino al bisogno di coltivare un teneace ricordo (tanto per non perdere il senso di un’epoca ribelle) oppure a strettissimo contatto con la voglia di ritrovare nel passato la formula di un nuovo rinascimento?

Io scrivo libri per vivere quello che scrivo. Ho scritto e sto scrivendo, al momento, DAGLI anni 80 ( e non “sugli”), quindi il ricordo è solo il pretesto. Il Rinascimento è una possibilità che ha il suo core business nella parola stessa. Nascere di nuovo. Una nascita non è un ritorno dal passato, pare. Se lo fosse, sarebbe ugualmente interessante, ma a me adesso piace pensare al presente e un po’ al futuro come quando appunto si nasce. Non esistono formule preconfezionate, ma opportunità da scoprire. Chi spaccia formule alle nuove generazioni è disonesto.

Cosa vuole che arrivi forte e prorompente al lettore di Generazione TENAX?

Il divertimento, la curiosità, la voglia di fare e di vivere adesso.

Da esperto di dinamiche che hanno messo al centro della sua esperienza la musica e l’aspetto organizzativo gestionale, dando una occhiata ai nomi che hanno fatto la storia del locale (da Ginger Baker ai Killing Joke, dai Daf a James White and the Contortions, dai Virgin Prunes agli Spandau Ballet, da Claudio Baglioni a Franco Battiato) messi a confronto con i nascenti artisti di oggi sembrano essere oramai nomi irripetibili? Nel senso che ogni generazione è figlia del grandi talenti che riesce a formare nel talento?

Ogni gruppo, ogni formazione artistica, ogni prodotto d’arte è figlio delle persone che lo abitano, del contesto culturale e sociale nel quale germina, nelle possibilità tecniche di realizzazione. I Killing Joke come i Virgin Prunes, i Daf e i Ginger Baker sono splendide realtà. Che appartengono al passato come prodotto. Adesso vediamo cosa viene fuori. Ci sono cose meravigliose, come i Sigur Ros solo per fare un piccolo esempio, una enorme contaminazione culturale interetnica e multigenere, allucinanti possibilità tecnologiche. Insomma, un mondo tutto da venire, come è giusto che sia. Fare cover “intellettuali” del passato serve a vendere, non a vivere.

L’idea è che la musica stia vivendo una profonda decadenza priva di idee e di nuovi talenti. Pensa sia così oppure il “sottobosco” musicale è ancora vivo?

No, l’idea che adesso “appare” una evidente decadenza. Dovuta a un complesso di fattori, dei quali quello che più mi colpisce è la mancanza di credere di avere idee proprie e talento. Serve una voglia di scoprire, di rivendicare il proprio diritto alla propria esistenza, non a quella indotta dall’ordinario andamento delle cose. Bisogna scrollarsi di dosso tutto, “uccidere i nostri padri” vale a dire costruire il nostro mondo. Il fatto che così sarò “ucciso” anche io da mia figlia un po’ mi inquieta, lo ammetto, ma sono convinto che così debba andare se si vuole vivere. Io nel frattempo tenterò di continuare a divertirmi, a scrivere e a scoprire. Spero. 🙂

Da Firenze, in questo periodo, sembrano arrivare nuovi segnali di vita musicale quindi mi sembra inevitabile chiederle Che stagione sia per la città, quella di oggi soprattutto se messa a confronto con quella di una notte fa.

Niente confronti. I confronti mettono in svantaggio tutti. Una “notte fa” mi sono buttato a pesce nella Notte e ne ho fatto il mio habitat. Adesso dormo poco, ma cerco di vivere al meglio anche il giorno. Bene, credo che questo dovrebbe succedere alla mia città. Passare questo inverno e arrivare alla primavera con tutto quello che l’inverno ci ha insegnato e tutta la forza che la primavera ci regala.

Definisce Generazione Tenax la storia di un ex, ma anche di un post. Guardando indietro e rileggendo la sua biografia si sente più un ex Studente ribelle, un ex redattore di una radio libera, un ex organizzatore di concerti, oppure un ex gestore di locali. 
 Dice Totò è la somma che fa il totale… Attribuisce ad ogni suo esperienza un peso specifico ma soprattutto una esperienza che dovrebbe essere necessaria a molti per avere una visione diversa della musica oggi?

Io sono un ex per quello che ho fatto e un post per quello che ho vissuto ma non mi sento un ex nè un post per quello che faccio e che vivo. I conti preferisco non farli, non è ancora per fortuna arrivato il momento del totale. Anche se sono curioso di sapere come sarà calcolata l’Iva. 🙂 L’esperienza serve a chi la fa. Non mi è mai passato per la testa di appropriarmi dell’esperienza di un altro. Caso mai prendere nota del suo esempio.

Qual è la sua visione della musica oggi?

Meravigliosa. La musica è una delle meraviglie della vita. Arriva dove le parole non hanno più senso, riempie a volte le parole di un senso che apparentemente non hanno. Per questo scrivo poesie e faccio teatro. Per trovare la musica, a volte nascosta, in quello che faccio. La musica di oggi è un altro tassello alla musica di sempre. Alcuni la scambiano con accordi, suoni, arrangiamenti, melodie, riff….quelli sono i cardini dei prodotti musicali. Se dietro a loro c’è l’anima, c’è la Qualità, c’è il valore, allora lì c’è la Musica. Oggi i prodotti musicali sono arricchiti dalla tecnologia e dall’universalità della conoscenza. Se dietro c’è quello che ho elencato, c’è speranza che la musica ci faccia, ancora una volta, volare. Se ne ha…

Qual è il suo rammarico più forte ? Qual è la sua speranza più grande?

Nessun rammarico. Ne avrei troppi, ma fanno parte delle possibilità che si aprono e si chiudono come le altre porte nel corridoio della tua esistenza. Le sliding doors generano sogni che hanno la qualità di non diventare mai incubi. Spero che qualcosa di quello che ho fatto, di quello che sto facendo e di quello che farò, possa servire ad altri, oltre che a me.

di Giovanni Pirri

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